Edizioni La Baronata


Episodio 26.

In cui finalmente trionfa il genio politico del comandante Moritz.

di Daniel de Roulet
Episodio 1.

Il comandante Moritz vuole evitare che a partire da questo momento la sua conversazione con Ruth venga registrata. Una procedura perfettamente legale, per non aumentare la tensione. Tutti sanno che in questa stanza si può parlare a proprio agio, esporre le strategie più inverosimili in piena libertà.

Ancora una volta, il comandante Moritz si fa precisare da Ruth la posizione degli innescatori di valanghe. Sulla carta a schermo, i coni di neve che verranno fatti scendere sono chiaramente indicati in rosso.

Vi è anche una zona che comprende il ripetitore. Quella interessa particolarmente il comandante Moritz. Mette il dito sulla posizione del ripetitore, poi segue il triangolo sul pendio in cui gli effetti della valanga artificiale si faranno sentire. Ruth capisce subito:

- Capo, vedo che vuoi far scendere di lì una colata. Spazzar via il ripetitore, spazzar via il Giapponese e non se ne parli più. Ma questo non cambia il risultato: fine delle comunicazioni civili.

Cambia perché il colpevole rischia molto di rimanerci fino allo scioglimento delle nevi. E non è il solo vantaggio.

- Capo, creerai un clima di catastrofe naturale. Si dirà, attenzione le valanghe scendono, la situazione è drammatica. I manifestanti resteranno in pianura. Se i telefonini non funzionano più, si scatenerà un bel casino.

Sì, appunto, bisognerà aiutarsi a vicenda. Non sarà più questione di accusare la sicurezza, il comandante Moritz non potrà più servire da fusibile.

- Capo, ma lo scoscendimento si udirà. Si saprà che è stato provocato. Metteranno su una commissione d'inchiesta.

Delle commissioni il comandante Moritz se ne infischia. Quel Tustsui della malora non sarà là a dire come si sono svolte le cose. Si potrà far credere che la carica è esplosa per simpatia, dopo un attentato terrorista.

- Se ti ho ben capito, capo, tu prepari uno scenario catastrofico. Aspetti che il nostro terrorista faccia esplodere la piattaforma, in seguito gli scateni addosso la valanga massima per soffocarlo e proclami lo stato di calamità naturale.

Contro l'accecamento terrorista, la risposta deve essere decisiva. C'è solo da augurarsi che niente di tutto questo sia necessario. Che quel signore rientri tranquillamente a dormire.

- Ma certo, capo, non diciamo niente all'Istituto delle valanghe del Weissfluhjoch. Facciamo scendere la montagna senza il loro avviso. Un colpo di mouse, clic e clac, né visto né conosciuto.

Sì, in caso di caos. Il comandante Moritz sa cosa gli resta da fare. Affinché tutto questo non lasci tracce. Bisognerà staccare i sistemi di controllo per alcuni minuti.

Ma dove andremmo, se quelli incaricati di controllare il mondo fossero loro stessi permanentemente controllati?

(continua)

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Copyright © 2001 Daniel de Roulet per la versione originale francese

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