Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 22/11/2020 - 19:28

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ZAMBONI Assunto

Tipografo, medico



Bologna 28.2.1906 da Mammolo e Viola Tabarroni -
Fratello di Anteo.

Partecipa alla marcia su Roma. Imprigionato con il padre e la zia per l'attentato di suo fratello Anteo nei confronti di Mussolini (31.10.1926), viene assolto con il fratello Ludovico il 23.8.1928, ma  entrambi accusati di essere anarchici vengono confinati il 27.10.1928 [o il 22.9.1928] per 5 anni a Lipari (dove Assunto conosce Gunscher). Assunto poi da Lipari viene trasferito a Ponza il 12.11.1929 e liberato condizionalmente dal confino il 6.11.1930.

Elusa la sorveglianza si rifugia clandestinamente in Ticino, poi a Ginevra/GE, dove viene arrestato per qualche giorno (la polizia italiana considerandolo pericoloso aveva chiesto al governo ginevrino di tenerlo in carcere finché Dino Grandi fosse rimasto sulle rive del Lemano), scarcerato si stabilisce a Lugano /TI, e Pacciardi lo ingaggia alla tipografia socialista di Libera Stampa come linotipista. Si diceva apertamente anarchico, fautore della "libertà individuale assoluta".
Nell'agosto 1931 abbandona il suo posto di lavoro e si reca per 4 mesi in Spagna per addestrarsi con Juan Ortiz e Baldassare Londero nell'aviazione e poter compiere voli di propaganda nei cieli d'Italia (come Bassanesi...) o forse per ... gettare una bomba su Roma. Comunque vi rinuncia e ottiene il brevetto di pilota.
Ritorna a Lugano in novembre, riprendendo il suo lavoro e frequentando il gruppo legato a Randolfo Pacciardi.
Diventa agente fascista dall'estate 1932 quando la sua amante, Graziella Roda, lo convince di poter giovare a suo padre e alla zia - condannati a 30 anni di carcere - a tradire la memoria del fratello e i compagni e a passare al servizio della polizia politica fascista. Organizza con altri cinque provocatori fascisti un tranello ai danni di Pacciardi, Gunscher ed altri, ma scoperto viene arrestato a Bellinzona /TI l'8 novembre 1932 ed espulso  dalla Svizzera con gli altri complici (Alberto Finstermacher, Luigia Corona-Rodriguez, Giovanni Sertorio, Luigi Alabiso, Graziella Roda) come provocatori e spie il 12 dicembre 1932 (dal decreto del Consiglio federale: "hanno lavorato in Svizzera come agenti provocatori, indicatori e complici al servizio di una polizia straniera").

Rientrato a Milano, nel 1933 la sua domanda di iscrizione al partito fascista non viene accolta. Tuttavia atitvo nell'aviazione militare con il grado di sottotenente, poi di tenente. Nel 1939 si laurea in medicina.

Dal 20 settembre 1943 come medico lavora in 5 campi di lavoro a Soletta /SO e dintorni; cerca diversi contatti,  invano, con Luigi Bertoni (vedi lettere a Bertoni del marzo/aprile 1944 e lettera di Bertoni a Luce Fabbri).

Il 2.7.1946 la Gazzetta ufficiale lo menziona nell'elenco nominativo dei confidenti dell'OVRA.

 

"Chi avrebbe mai pensato che proprio lui, il più colpito degli italiani dal fascismo, si fosse abbassato a fare la spia fascista senza sentire alcuna onta di se stesso? Eppure è così, egli con la sua amante denunziò apertamente alla polizia il repubblicano avv. Pacciardi e il compagno Gunscher, il primo per averlo istigato - dice lui - a commettere degli attentati contro la persona di Mussolini in Italia, non avvenuti per provvidenziale intervento della sua amante, e il secondo per una fila di crimini immaginari e balordi" (a firma N, Risv. 19.11.1932).

"Saprai di quell'Assunto Zamboni, fratello di Anteo, che venne espulso dalla Svizzera come agente italiano, assieme ad una donnaccia che notoriamente lo era e di cui fu amante prima , marito poi e separato da ultimo, non esistendo il divorzio in Italia. Costui ha studiato medicina in Italia, ed è diventato tenente aviatore medico, insignito di parecchie distintizioni in tale qualità. Ora è rientrato da un anno in Svizzera, disertando, ed è medico e capo d'un campo italiano di concentramento. Egli mi ha tempestato di lettere,  volendo che io lo riconosca sempre come un compagno. Ricevo un lungo memoriale, in cui cerca di giustificarsi, una volta di più, malgrado gli avessi scritto che non volevo fare né da giudice istruttore, né da procuratore pubblico, ma non intendevo aver rapporti con lui. Ne avevo già parlato al tuo povero papà, che m'aveva risposto trattarsi d'una famiglia bizzarra nella quale non si poteva avere che una una mediocre fiducia, se ben ricordo. Ad ogni modo io continuo a ritenerlo un 'sans scrupules conscient'. Come attenuante va ritenuto in suo favore la liberazione del padre e della zia dall'ergastolo..."  (Bertoni a Luce Fabbri, 30.4. 1944).


[Nel CPC di Roma risulta segnalato come anarchico dal 1931 al ...1941 !!, nel fascicolo è presente una scheda biografica ed è annotato: "confinato" - busta 5500, fasc. 019005].
 


FONTI:

GB // Mauro Cerutti, "Tra Roma e Berna. La Svizzera italiana nel ventennio fascista", Franco Angeli 1986 // Risv. 19.11.1932 / Risv. 25.2.1933 lettera di Zamboni a Bertoni del 8.10.1932 / Dizionario biografico, Gli antifascisti i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945) / Decreto del Consiglio federale del 12 dicembre 1932 - vedi anche Gazette de Lausanne del 17.12. e Journal de Genève 18.12.1932 / Lettere a Bertoni 20.3.44, 30.3.44, 31.3.44, 17.4.44 - CIRA Losanna // Bertoni a Luce Fabbri, lettera del 30.4.1944 - IISG / Paolo Palma in "Una bomba per il duce" / CPC di Roma non verificato / Archivio di Stato di Latina, breve scheda /

 




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