Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 18/09/2020 - 21:04

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MARRACCINI (MARRACINI - MARACCINI) Manrico o Maurico

Barbiere



Coiffeur



Pistoia 28.12.1854 da Cesare e Barbara Micheli - Massagno TI 2.3.1906.
(Un figlio: Ligornetto, nato nel 1891 sposa Angela Mazzucchelli il 16.8.1913)

"Dal Tribunale di Pistoia con sentenza 13.2.1883 fu condannato a 6 mesi di carcere per lesioni personali. Dalla Corte d'Assise di Firenze il 23.8.1884, con Giuseppe Manzini ed altri, fu condannato al carcere per 10 mesi e alla multa di Lire 1500 per manifestazione di voto e minaccia di distruzione dell'ordine monarchico costituzionale; ed al carcere per mesi 4 e alla multa i lire 400 per offese al rispetto dovuto alle leggi dello stato e per reati annessi per mezzo della stampa".

Poco prima di scontare la pena, si rifugia a Lugano/TI da (ottobre? - 1884), accompagnato da Giuseppe Manzini*.
Il 25.3.1888 su Il Lavoratore di Lugano sono annunciate le dimissioni dalla redazione di Marracini, Isaia Pacini*, Francesco Innocenti*.
Il 23.3.1890 a Capolago in una riunione anarchica, vi sono provenienti dal Ticino: Marracini, Pacini, Colombo Rovaglioli, Antonio Fraticcioli, Achille Rosa, Angelo Mamoli, Antonio Visano, Alfonso Benvenuti, Argante Vecchi, Giuseppe Righetti (segnalazione di polizia). Tra le diverse trattande si parla di uno sciopero generale per il Primo maggio e la redazione di un "Appello" che incita gli operai alla rivolta contro il capitale, attaccando pure il repubblicanesimo e il socialismo riformista di Costa.
Nello stesso anno Marraccini sottoscrive con altri 72 un manifesto redatto di Malatesta sull'astensionismo.
Presente al Congresso anarchico italiano di Capolago dell'11.1.1891, alla presenza di Malatesta e Cafiero, dove sono rappresentati del gruppo di Lugano: Pacini, Panizza*, Mario Paoletti, Amilcare Cipriani (accompagnati proprio da Marraccini, Antonio Gagliardi*, Giuseppe Bianchi)*. In questo congresso viene fondato il Partito socialista Anarchico Rivoluzionario, che ribadisce il comunismo anarchico, l'intransigenza rivoluzionaria.
Marraccini risulta ancora attivo nel Circolo Humanitas fondato a Lugano nel 1891. Proprio per il Primo maggio, in questo circolo, prende la parola, accanto a Panizza, sostenendo la necessità della rivoluzione sociale.
Ai primi di dicembre del 1892 viene arrestato a Lugano a causa di una condanna in Italia - in contumacia - a 1 anno di reclusione in quanto appartenente ad una associazione dei malfattori. L'estradizione richiesta - su ricorso immediato dell'interessato - viene respinta dal Tribunale federale il 29 dicembre e di conseguenza sarà poco dopo scarcerato.

Espulso preventivamente dalla Francia con decreto del 14.8.1894.

Nel gennaio 1900 gli viene sequestrato un pacco di giornali anarchici alla dogana di Chiasso (Gazz. ticinese, 13.1.1900).
Per il 1. maggio 1901 sfila con tanto di bandiera nera, al corteo della città di Lugano accanto a Lodovico Ghezzi, Giulio Biagini, Ettore Cassani, Luigi Gelli, Arturo Belletti, Alfedo Davoli, Baldi...

Segnalato (come MARRACCINI Maurico) ancora dalla polizia poltica ticinese come anarchico nel 1902, domiciliato a Lugano in Via Cattedrale. Nel gennaio 1903 con altri compagni anarchici delibera, a dimostrazione di una volontà di incidere sulle realtà operaie, di entrare nella neo costituita Camera del lavoro ticinese per svolgere propaganda.
Assiste Luigi Bertoni a un dibattito pubblico a Lugano del 1903 con i socialisti italiani.

Venerdì scorso a Lugano cessava di vivere il carissimo compagno Manrico Maraccini, che tutta la sua vita serbò intatta la fede nell'idea anarchica e non cessò mai dall'oprare per essa. Nello sfogliare vecchie pubblicazioni anarchiche, abbiamo ritrovato più volte il suo nome. Protestò sempre contro ogni deviazione dell'idea rivoluzionaria e non volle mai transigere. La sua memoria serva d'esempio ai compagni tutti  (Risveglio 1906).

CPC Roma: emigrato in CH, segnalato dal 1885 al 1930 [!], vi è una scheda biografica - busta 3084.


Mauricio Marracini (parfois orthographié Marraccini) avait été condamné à plusieurs reprises à Pistoia : 6 mois de prison pour « coups et blessures », le 13 février 1883 ; 10 mois de prison et une amende de 1500 lires le 23 août 1884 avec d’autres compagnons pour « menaces de destruction de l’ordre monarchique » ; 4 mois de prison et 50 lires d’amende pour « offenses à la loi et délits de presse ». Il s’était alors (octobre 1884) réfugié à Lugano avec le compagnon Giuseppe Manzini. Il y fut membre de la rédaction du journal Il Lavoro jusqu’à sa démission en mars 1888 avec Isaia Pacini et Francesco Innocenti.

Le 23 mars 1890, avec Pacini, Colombo Rovaglioli, Antonio Fraticcioli, Achille Rosa, Angelo Mamoli, Antonio Visano, Alfonso Benvenuti, Argante Vecchi, Giuseppe Righetti, il fut l’un des délégués du Tessin à la réunion anarchiste tenue à Capolago où il fut discuté la nécessité d’un appel à la grève générale pour le 1er mai et la rédaction d’un appel aux ouvriers condamnant sévèrement les thèses républicaines et sociales réformistes de Costa. Cette même année, il fut l’un des 72 signataires d’un manifeste de Malatesta en faveur de l’abstention.

Le 11 janvier 1891, aux cotés de Pacini, Panizza, Mario Paoletti, Amilcare Cipriani, Antonio Gagliardi, Giuseppe Bianchi, il fut l’un des délégués de Lugano au congrès anarchiste tenu à Capolago où fut fondé le Parti socialiste anarchiste révolutionnaire. Il était également membre du cercle Humanitas fondé à Lugano en 1891 et où, lors du 1er mai, il prit la parole, avec notamment Panizza, et appela à la révolution sociale.
Suite à une condamnation par contumace à 1 an de prison en Italie, il fut arrêté à Lugano début décembre 1891 mais fut libéré à la fin du mois après que la demande d’extradition ait été rejetée.

Le 14 août 1894 il fut l’objet d’un arrêté d’expulsion de France à lui « notifier en cas de découverte ».

En janvier 1900 la douane avait saisi un paquet de journaux anarchistes qui lui avait été adressé. Le 1er mai 1901 il défila derrière le drapeau noir à Lugano lors de la manifestation et en 1902 était toujours signalé comme anarchiste par la police. L’année suivante il collabora avec L. Bertoni lors d’un débat.

Il Risveglio (10 mars 1906) annonça son décès survenu le 2 mars.


FONTI:

GB // DIMA / Journal de Genève 15.12.1892 / Polizia politica, lista anarchici in Ticino, 1902 / Risv. 10 marzo 1906, info di Tomaso Marabini / Willy Gianinazzi, "Intellettuali in bilico", Ed. Unicopli, 1996 / M. Binaghi, "Addio, Lugano bella", Locarno 2002 / in Gazzetta ticinese,. 14.12.1892 citato come Marracini, a proposito dell'arresto / Gazzetta ticinese, 13.1.1900, firmato Marraccini per il sequestro e 14.1.1900  - Annuncio decesso Gazz. tic. 2.3.1906 / Gazz. ticinese come Maraccini: 12.12.1892 per l'arresto -  Gazz. Ticinese 29.12.1892 per il Trib. federale / decreto di espulsione della Francia, 1894 //




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