ALEKSANDROVA Varvara Ivanovna
Mosca 1852 - Mosca 27.8.1924
Dopo aver studiato privatamente, nel 1872 si trasferisce in Svizzera per frequentare i corsi di medicina nell'UNI di Zurigo ZH.
Qui si unisce al gruppo femminista di emigrate russe che formano il circolo Frieschi, in cui partecipano Sofia Bardina, Vera e Liija Figner e le sorella Olga e Vera Liubatovich, con le quali e con altri studenti elabora lo statuto dela futura Organizzazione socialrivoluzionaria panrussa.
Partecipa alla fondazione dell'Internazionale antiautoritaria del settembre 1872 a Saint-Imier.
Lavora un poco nel 1873 nella tipografia di P. Lavrov a Ginevra e quando il governo russo intimò alle studentesse di lasciare l'UNI di Zurigo e far ritorno in Rusia, Varva si reca a Parigi. Comunque ritorna in Russia nel 1875 partecipando a Mosca al congresso di fondazione dell'Organizzazione socialrivoluzionaria panrussa e in primavera andò a lavorare in una fabbrica tessile, conducendo una attiva propaganda tra i lavoratori.
Viene arrestata il 19 agosto 1875, rinviata a giudizio nel dicembre 1876 con l'accusa di partecipzione a attività sovversiva, nel processo dei 50 tenuto a Pietroburgo nel marzo 1877 è condannata a 5 anni di lavori forzati in Siberia.
Qui incontra Mark Natanson con il quale, scontata la pena ma sotto vigilanza, si trasferisce nel 1882 a Jacuzia. Si sposarono e parteciparono all'attività di assistenza ai detenuti. Nel maggio 1883 ottennero il diritto di tornare nella Russia europea. Entrambi membri attivissimi del Partito socialista rivoluzionario di sinistra.
Dal 1904 vissero all'estero, poi tornarono in Russia nel maggio 1917.
Nel 1919 accompagna il marito gravemente ammalato a Berna, dove Natanson morì il 29 luglio. Tornata a Mosca, malata di cancro, muore nella casa dei veterani della rivoluzione.
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