Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 18/09/2020 - 18:13

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CONZA Jean-Pierre

Impiegato assicuratore



  Massagno, giugno 2003 [festa tra compagni/e per il rientro in Spagna di José Iglesias e Pilar Rodriguez]

 

Ginevra GE 25.3.1937 da padre ticinese e da madre francese - RovioTI 29.1.2014.

Domiciliato fin dalla nascita a Ginevra, trascorre le vacanze estive nel luogo d'origine del padre - Rovio - nel Canton Ticino, approfondisce le conoscenze dell'italiano (inizialmente conosce solo il dialetto ticinese) tramite corsi e letture, come pure della lingua spagnola. Deve interrompere gli studi liceali a causa della morte del padre (1953) e frequenta per 3 anni la scuola di commercio (apprendistato) a Ginevra, ottenendo il certificato federale.

«Mi sono avvicinato sin dai 14 anni ai movimenti anarchici milanesi di Via Passerella» e nel 1952 conosce in Italia Augusta Farvo, che lo metterà in contatto con Carlo Frigerio* di Ginevra. Più tardi si inserisce nel gruppo anarchico ginevrino, dove conosce oltre a Frigerio, Pietro Ferrua, Claudio Cantini, Gaston Leval* (allora a Ginevra dove lavorava al Bureau international du travail), Jean Vuigner*, Henri Bartholdi*, Alfred Amiguet*, André Bösiger*, ecc. e collabora al Risveglio/Le Réveil anarchiste (serie 1957-1960) con la firma di Massimo Libero. Dal 1954 frequenta pure i compagni di Grenoble, conosciuti tramite Bösiger.
D'altro canto, dal 1955 al 1958, dipinge delle opere promettenti «... tutti i dipinti giovanili di piccolo formato, eseguiti tra il 1955 e il 1958, mostrano tratti decisi e colori forti. Il padre aveva regalato al ragazzo un volume di Skira sui pittori "fauvistes" che forse, coi loro colori violenti, avevano esercitato su di lui una forte impressione. Ma i colori della veduta di Salisburgo (1955), della barricata [...] sono in genere più scuri e sembrano ispirati al ribelle espressionismo tedesco» (Tita Carloni, architetto, Rovio). Una passione per le opere d'arte che non tramonterà mai.

Nell'autunno 1956 partecipa in prima fila ad una manifestazione antistalinista a Ginevra - dalla Place Neuve fino alla direzione de La Voix Ouvrière, organo del partito comunista - a causa dell'intervento sovietico in Ungheria. Di là della questione ungherese, opposizione/resistenza in cui non erano mancate le bandiere nere - questo atteggiamento era fomentato anche dal suo astio/detestazione nei confronti dello stalinismo, che alcuni anni prima riuscì con varie modalità, e dal suo interno nelle forze antifranchiste, a liquidare la rivoluzione libertaria spagnola del 1936-1939.

Risulta tra i fondatori del Centre international de recherches sur l'anarchisme (CIRA) di Ginevra nel 1957, accanto a Pietro Ferrua, André Bernard, Alexandre Alexiev* [Sacho], cui collaborano poco dopo anche Langendorf e Alain Thévenet, biblioteca più tardi ripresa e notevolmente sviluppata da Marie-Christine Mikhaïlov* e dalla figlia Marianne Enckell (biblioteca ora sita a Losanna, 24 av. de Beaumont).
Così Ferrua precisa il ruolo di Conza nella fondazione del CIRA: «La persona cui mi ero rivolto nell'inverno 1956-1957 era invece J.P. Conza, le cui qualità innegabili erano la conoscenza di alcune lingue estere, i contatti da lui mantenuti con anarchici e anarco-sindacalisti spagnoli, una vasta conoscenza della stampa internazionale anarchica (soprattutto quella di lingua spagnola) e la rispettabilità della cittadinanza svizzera».

Poco dopo, particolarmente dal 1959, non frequenta più l'ambiente anarchico ginevrino, proprio per aggirare i controlli della polizia franchista. Infatti, sin dal 1954/1955 aveva conosciuto a Ginevra il compagno spagnolo Floréal Navarro, amico del guerrigliero Francisco Sabater, e tramite questi dal 1956 al 1960 prende parte all'azione clandestina degli anarchici spagnoli. Si reca a Barcellona e Granada già nel 1956, trasportando più volte materiale di propaganda, volantini, ecc. Nel maggio 1960 ricupera a Barcellona - in un momento agitato a causa della visita di Franco nella capitale catalana colma di poliziotti - tutto il materiale sovversivo (prob. anche armi) di Sabater. Ricorda che si era presentato con una carta di identità di Floréal e con la tessera delle Gioventù libertarie spagnole per prendere in consegna un baule. Ma solo dopo tre giorni poté ricuperarlo, poiché i compagni avevano voluto accertarsi meglio della sua identità. Infine, il pesante baule gli viene affidato e riesce a trasportarlo in un'altra parte della città mediante un taxi, poi il baule continuerà il tragitto in autocarro.
In seguito Floréal, nel 1963, lo sconsiglia di continuare sia questa attività in Spagna, sia di accettare la proposta avvincente ma altrettanto pericolosa di Federica Montseny (conosciuta a Tolosa nel 1958) di stabilirsi a Barcellona con il compito di animare gli studenti nelle università.
Conosce in Francia nel 1965 altri militanti importanti della rivoluzione spagnola: Cipriano Mera (che viveva in miseria), Mompéan (poi rivisto con José Iglesias negli anni '70), Roque Llop e Antonio Cañete esiliati a Parigi. In precedenza con Bösiger aveva conosciuto pure Delgado a Grenoble e a Parigi, poi garrotato con Granados nel 1963. Conza tentò di salvare dalla pena di morte i due compagni spagnoli, intervenendo presso il Presidente della Corte di cassazione belga, il giudice Hansen, conosciuto a Maiorca: «Hansen aveva avuto l'incarico della denazificazione del Belgio, era quindi interessato anche dei crimini franchisti. Infatti chiese alla regina madre Elisabetta d'Inghilterra di intervenire presso Franco per la grazia dei due compagni. Questo intervento purtroppo non ebbe successo... Ho pure attirato l'attenzione dello stesso giudice sulla situazione di Francisco Abarca Ruiz, affinché non venissse estradato dal Belgio, come da richiesta delle autorità elvetiche» [Abarca*, arrestato nell'ottobre 1963 su richiesta del governo elvetico che ne richiedeva l'estradizione, perché sospettato per un attentato all'areoporto di Cointrin, venne scarcerato nel giugno 1964 dopo 22 giorni di sciopero della fame e una campagna di sostegno organizzata dal Partito socialista e dalla Fédération générale des travailleurs belges (FGTB) e poté rimanere in Belgio come rifugiato politico].

Nel 1965 aiuta diversi emigranti spagnoli della CNT a trovare un posto di lavoro presso la Coopérative du Bois o altre imprese di costruzione, lavorazione dell'oro, con l'aiuto di alcuni ex compagni di tirocinio e di Lucien Tronchet*.

Nel 1964 aveva sposato una cittadina francese, ma il matrimonio terminò dopo 10 mesi (un figlio). Si risposa nel 1968 con Anne-Marie (2 figli). Nel 1972 si stabilisce con la famiglia in Ticino, nel suo villaggio di origine, Rovio, lavorando come responsabile dei dossier dell'assicurazione Ginevrina di Lugano. Qui è in contatto con gli anarchici locali - tra cui il rifugiato politico spagnolo José Iglesias - ma anche con Berta Aguilera (allora a Basilea), A. Bösiger e Gentile Merli* entrambi di Ginevra, Elio Canevascini* in Ticino,  e continua a mantenere relazioni con i compagni spagnoli in Francia, come Floréal Navarro....
Tuttavia, soprattutto dopo la morte di Franco, rimase con lo sguardo quasi esclusivamente rivolto alle traversie delle organizzaioni anarchiche in Spagna. Dal 1976 e per alcuni anni, fin quando la sua salute cagionevole lo permise, si è recato a Barcellona, in particolare per il Primo maggio, in visita ai compagni (come per es. Antonio Navarro Velázquez e la moglie Carmen Edo Gil, Violeta Evaristo...). Dal 2001 risulta membro della CNT/AIT di Catalogna/Baleari.


FONTI:

GB: Interviste di G. Bottinelli: primavera 2008, 24.4-6.6.2012, 2013 // Presentazione di Tita Carloni delle opere di Conza a Rovio - s.d. // P. Ferrua in "Archivi, biblioteche, centri di documentazione" [data?] // Lettera di Ferrua a Conza del 20.4.2001 // Lettera di Violeta Evaristo 7.1.2001 // Voce libertaria, No 27, marzo-aprile 2014 // Bollettino del Circolo Carlo Vanza, No 11, Bellinzona novembre 2014 //




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