Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 11/12/2019 - 14:56

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BARTOLOZZI Ettore (BARTOLAZZI)

Commesso, giornalista, editore.



Pistoia 27.3.1887 da Ferruccio e Maria Momberti - Lecco 1978
La figlia Maria Assunta, deceduta il 29.12.2009
 

Nell'agosto 1907 si trasferisce a Lugano /TI, dove - riferisce sempre la Prefettura fiorentina - si dimostra attivissimo nella propaganda rivoluzionaria, ma riesce poco simpatico fra i socialisti del luogo, in massima parte riformisti. A fine novembre rientra a Pistoia. Fine marzo 1910 è nuovamente a Lugano /TI, poi Ginevra /GE, Basilea /BS distinguendosi per l'assidua attività di conferenziere. Le sue convinzioni, seppur prossime all’anarchismo, risentono ancora dell’influenza sindacalista rivoluzionaria italiana. Emblematica, sotto questo profilo, una sua conferenza ginevrina del 29 .6.1910: "ll socialismo verso la democrazia e il sindacalismo verso la rivoluzione". Nel luglio 1910 ritorna a Pistoia, ma nel febbraio 1911 è in Svizzera, dove riprende i contatti con i circoli libertari. Nello sciopero edile di Ginevra, iniziato il 2.5.1911, lo vediamo oratore accanto ai ticinesi Giovanni Devincenti e Luigi Bertoni.

Scrive di lui la Legazione italiana a Berna il 13.10.1911: "il più attivo e violento propagandista anarchico che sia attualmente in Svizzera". In quegli stessi giorni è sospettato (con il maceratese Lelio Luzi, "capo" del gruppo anarchico di Zurigo e il veneto Umberto Adami) di progettare un attentato contro Giolitti. Ricercato, si rende latitante. Probabilmente si trova in Alsazia, da cui viene espulso. Nell'aprile 1912 è a Basilea, dove riprende nel maggio la pubblicazione de La Rivolta con cadenza quindicinale e un nuovo piglio individualista (vi collaborano anche Giulio Barni e Massimo Rocca).  Ma risulta residente anche a Lugano già dal 1912 dove continua con La Rivolta ("il giornale non avrà più la qualifica di anarchico" (Gazzetta ticinese, 10.8.1912).
Viene arrestato il 1.5.1913 su richiesta del procuratore federale di Berna, poi espulso (nonostante l'intervento dei socialisti ticinesi, tra cui Guglielmo Canevascini e l'avv. Borella) dalla Svizzera il 16 maggio per “propaganda anarchica” (apologia in una conferenza a Berna della Banda Bonnot).


Diventerà interventista nel corso della Prima guerra mondiale (partito anche come volontario), poi nazionalista... ed infine fascista.

Nel 1921 si trasferisce a Lecco dove figura come editore di una quarantina di opere sul Manzoni e sui territori lecchesi.

Il Risv. ricordando il suo passato dirà già nell'agosto 1917: "...Ex sindacalista, oggi eroe dell'interventismo debitamente imboscato - in una sua conferenza a Milano, ha invocato al governo la soppressione dell'Avanti!, sabtotare della guerra" ".


FONTI:

GB // DBAI // Risv. 18.8.1917 // Decreto di espulsione del 16.5.1913 // Gazette de Lausanne, 17.5.1913 per l'arresto a Lugano // Gazzetta ticinese, 10.8.1912 per La Rivolta // Gazzetta ticinese 2.5 - 12.5.1913 per l'arresto // Gazzetta ticinese 17.5.1913 sostegno di Canevascini, e 30.5.1913 per l'espulsione //

http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=23313&origine=2&t=Lecco%3A+si+è+spenta+la+signora+Bartolozzi




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