Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 16/06/2019 - 11:43

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RESTELLI Carlo (Charlie)

Meccanico, scalpellino



Rockland (USA) 11.4.1880 da Giovanni e Cristina Arioli – Porto Ceresio 5.9.1933.

La famiglia rientra in Italia nel 1884. Carlo riparte negli USA nel 1897, rientra in Italia l'anno dopo e nel 1901 nuovamente negli USA. Lavora come scalpellino nelle cave di Barre, divenendo uno dei numerosi italiani che aderiscono al gruppo anarchico. Ritorna in Italia nel 1906, a Besano. Collabora alla Scuola Moderna di Clivio.

Arrestato per furto, dopo due anni e mezzo di reclusione, diserta la chiamata alle armi nel 1915, si rifugia in Svizzera nel 1916.
Nel 1917-1918 è domiciliato a Grenchen /SO, poi a Seebach /ZH. Fa parte del gruppo anarchico che redige La Verità di Zurigo (?).
In carcere preventivo dal 16.10.1918 a Zurigo, coinvolto per il processo dell'affare delle bombe di Zurigo. Nell’atto di accusa,”di concerto con Ghezzi, Macchi, Fieramonte, Arrigoni, Magni, Pozzi e Castagna ha trafugato dei vecchi pezzi di ferro fuso e della gamsite e quindi trasformati i primi in corpi esplosivi”. Con Castagna, Ghezzi, Magni, Macchi e Pozzi viene scarcerato provvisoriamente pochi giorni prima del processo del 13 giugno 1919, benché debba rimanere a disposizione della corte e partecipare ai dibattiti. Al processo verrà assolto per mancanza di prove, ricevendo un'indennità di frs. 600.- per ingiusta prigionia e poi espulso in quanto anarchico.

Nel settembre 1919 è a Milano dove lavora come scalpellino. Coinvolto con Macchi e Pietropaolo per i fatti del Diana del 1921, viene assolto in istruttoria. Dal 1921 al 1922 è nel Consiglio di amministrazione della Scuola Moderna di Clivio e fa parte della redazione dell'ononimo giornale. Si sposta a Eboli, Napoli, in Francia nel 1926. Torna a Besano ammalato di malaria e nel 1928 coinvolto nelle retate seguite all'attentato di Piazzale Giulio Cesare (2 mesi di carcere). Poi nuovamente arrestato a Eboli nel 1929 con l'accusa di essere in relazione con sovversivi di oltre frontiera. Tubercolotico.
Nel 1930 Michele Schirru, con lo ps di Kemirruski, comunica su L'Adunata dei refrattari : "Il compagno Eugenio Macchi m'informa da Mosca..." che il Restelli sia una spia al servizio della polizia fascista (anche Fabbri aveva sentito da Macchi questa accusa, vedi lettera a Bertoni). Queste accuse non vennero suffragate da prove concrete (vedi DBAI), per di più messe in discussione anche dal Risveglio anarchico di Ginevra (21.10.1933).
Viene ucciso - con Mario Avellini - dalle Guardie di confine italiane a Porto Ceresio nel settembre 1933, nel tentativo di entrare clandestinamente in Svizzera per poi raggiungere la Francia.
Funerali a Besano.


FONTI:

GB // DBAI / Giuseppe Galzerano, "Michele Schirru. Vita, viaggi, arrresto, carcere, processo e morte dell'anarchico italo-americano fucilato per l'intenzione di uccidere Mussolini", 2006 e "Precisazioni" di Luc Nemeth  del 15.11.2008 riguardanti l'art. de L'Adunata / Gazette de Lausanne, 8.6.1919 a proposito della scarcerazione provvisoria / lettera di Luigi Fabbri a Luigi Bertoni, 3.2.1931 - CIRA Lausanne / Note in  "Cronache rivoluzionarie in provincia di Varese" - info di  Alessandro Pellegatta / Libera Stampa, 11.9.1933 che lo cita come "Rastelli Giovanni"/ Risveglio 16.4.1921, 21.10.1933 / una biografia in: Alessandro Pellegatta, "Infinita tristezza, vita e morte di uno scalpellino anarchico", Pagine marxiste 2018 /




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