Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 11/12/2019 - 14:56

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BONARIA Giuseppe (Peppino)

Manovale edile, commesso, commerciante in vini.



Weinhändler.



Orino Valcuvia (Italia) 1891 di Pietro e... - Zurigo ZH 3.12.1930 (ospedale).
Naturalizzato svizzero di Cureggia TI nel 1927.
Sposato nel 1922 con Antonietta Griffith [vedi Antonietta Peretti*].

Emigrato giovanissimo come apprendista muratore in Svizzera, dapprima a San Gallo SG: "... Un giorno, mentre riuniti insieme masticavano il pane duro e sudato, decisero di chiedere al padrone, un più equo trattamento. Gli anziani stesero la petizione, che nessuno voleva firmare per il primo: il ragazzetto che assisteva alla grara di scaricamenti, preso il foglio e lo restituì colla sua firma. Così imparò ad assumere sempre per il primo la responsabilità della lotta" (N. Napolitano*).
In seguito risiede a Zurigo ZH partecipando al magazzino di commestibili di Antonio Gagliardi*, battezzato con il nome di "Risveglio".
All'inizio degli anni Venti si trasferisce a Bellinzona TI, poi nel 1922 sposa Antonietta Griffith, partecipando all’attività di Antonio Gagliardi*, mediante la fondazione della ditta in vini A. Gagliardi e G. Bonaria & Cie. Ospita con Antonietta, Antonio Gagliardi e Rosalia Griffith*, numerosi fuorusciti, trova loro lavoro, cerca documenti: "...compagni disseminati per ogni dove ricorderanno il Bonaria anche per obbligo di vita. Compagni di tutte le tendenze, pionieri di tutte le audacie" (Nino Napolitano). "...lo ricorderanno i molti che a lui dovettero la propria salvezza dall'inferno fascista, e giunti sul suolo elvetico, ne ebbero assistenza piena e completa, anche per raggiungere un asilo più sicuro e meno precario di quanto non lo offra la Svizzera, per la dedizione de' maggiori suoi governanti al fascismo..." (Risveglio).

Diffusore assiduo de Il Risveglio anarchico.

Nel 1922 accompagna Malatesta* - giunto clandestinamente in Svizzera - con Peretti*, Vanza*, Gandini* ed altri a Saint-Imier, per il cinquantesimo dell'internazionale antiautoritaria, e a questo proposito ecco una testimonianza di Nino Napolitano: "In occasione del primo cinquantesimo del Congresso di Saint-Imier [Giuseppe Bonaria] s'impegnò di andare a prelevare Errico Malatesta in Italia e di portarlo, attraverso la montagna, in Isvizzera, da dove Errico era stato due volte espulso. E Peppino Bonaria mantenne l'impegno. Lungo la marcia alpina una pattuaglia di guardie moveva loro incontro; la "guida" non si perdette di coraggio, anzi affrettò il passo per raggiungerla e mostrare ad essa un cofanetto di funghi velenosi per domandare se la qualità fosse raccomandabile, ed avutone parere contrario, buttò la provvista ringraziando gli esperti, e chiamato a sè Malatesta, che un po' distante si era piegato sulle ginocchia, proseguirono la marcia. Poche ore dopo i viaggiatori erano a Bellinzona, l'indomani proseguivano per Saint-Imier..."

In contatto epistolare con Malatesta che risulta nel corso del fascismo sorvegliato a vista. Non mancano i tentativi di convincerlo a fuggire in Svizzera (lettere di Malatesta del 6.2.1927 e 16.2.1927 in cui questi allega la sua foto e quelle di Elena Melli e figlia).
Nel 1929 si reca con Giuseppe Peretti a Parigi per un incontro con i compagni italiani in esilio.

Muore all'ospedale di Zurigo dopo un'operazione; cremazione a Seefelden ZH con discorso di Luigi Bertoni.
Il decesso viene commemorato anche dalla Colonia Proletaria Italiana: “Domenica 22 febbraio [1931], al Congresso della Colonia Proletaria Italiana in Bellinzona, il presidente federale delle sezioni, Angelo Tonello, commemorò, con commosse parole, il nostro compagno indimenticabile Peppino Bonaria, esaltando la figura nobilissima del combattente anarchico la cui anima generosa aveva palpiti di umana solidarietà per tutti i colpiti dalla ingiustizia sociale. L’assemblea, in piedi, unanime, si associò all’omaggio”  ("Vogliamo!").

Luigi Fabbri lo conobbe nel 1926 a Bellinzona, e così lo ricorda in una lettera da Montevideo del gennaio 1931 al Risv. : "...Fermo nelle sue idee, fedele all'anarchismo fino all'intransigenza, ma cortese e umano con tutti, pur preferendo di dedicare l'opera sua all'aiuto ed al salvataggio dei compagni, concorse sempre volontieri anche in favore di perseguitati d'altre fedi o partiti, senza settarismo.... Né il suo concorso alla causa si limitava ad un intelligente lavoro di "croce rossa" del movimento nostro. Modestamente, e senza voler apparire, partecipava e aderiva a tutte le nostre iniziative di propaganda e di azione..." (Risv. 7.3.1931)


Weinhändler.

Orino Valcuvia 1891 - Zürich 3.12.1930

Italiener, danach Schweizer von Cureggia /TI.

Emigrierte noch ganz jung in die Schweiz, zunächst nach St. Gallen, später nach Zürich, wo er sich am Kolonial- und Weingeschäft von Antonio Gagliardi beteiligte, das sie "Risveglio" [Weckruf, oder auch Aufwachen] getauft hatten.

Anfangs der zwanziger Jahre zieht er nach Bellinzona/TI um, zusammen mit Gagliardi, heiratet Antonietta Griffith, und beteiligt sich am Weinhandel des "Schwiegervaters". Mit Antonietta, Antonio Gagliardi und Rosalia Griffith nimmt er zahlreiche Emigranten auf, findet Arbeit für sie, treibt Dokumente auf.

Rühriger Verkäufer des Il Risveglio anarchico. 1923 begleitet er Malatesta (der klandestin in die Schweiz gelangt ist), zusammen mit Peretti, Vanza und anderen nach Saint Imier, zum fünfzigsten der antiautoritären Internationalen. 1929 reist er mit Peretti nach Paris für Kontakte mit den italienischen Genossen im Exil.

Seines Todes gedenkt auch die Colonia Proletaria Italiana: "Sonntag, den 22. Februar [1931], am Kongress der Colonia Proletaria Italiana in Bellinzona, hat der Verbandspräsident der Sektionen, Angelo Tonello, mit gerührten Worten unseres unvergesslichen Genossen Peppino Bonaria gedacht, und die erhabene Figur dieses anarchistischen Kämpfers gelobt, dessen grosszügiges Herz mit menschlicher Solidarität für all diejenigen schlug, die von sozialer Ungerechtigkeit getroffen waren. Alle Versammelten standen auf und schlossen sich der Ehrung an." ("Vogliamo!").

Er stirbt im Spital in Zürich nach einer Operation; Kremation in Seefelden mit Rede von Luigi Bertoni.

 


FONTI:

GB / Vogliamo!, Lugano gennaio-febbraio 1931, a firma il necrologista (prob. C. Vanza) / Il Risv. 13.12.1930 come Ufficio di corrispondenza e Le Rév. 13.12.1930 / Libera Stampa, 6.12.1930 a firma G.N / Libera Stampa 7.12.1930 a nome dei gruppi anarchici del Ticino / Libera stampa 7-8-9 e 11.12.1930 / Almanacco libertario, pro vittime politiche, Ginevra 1932 / Popolo e Libertà 3.9.1927 per la naturalizzazione / Ricordi-necrologio di Nino Napolitano in Adunata dei refrattari, 10.1.1931 - su segnalazione di D. Turcato / Risv. 7.2.1931 di Bettolo / Risv. 7.3.1931 di Luigi Fabbri - citato / lettere di Malatesta, citate - grazie a D. Turcato - fotocopie al CCV di Bellinzona /




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