Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 19/09/2020 - 21:05

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MANZINI Giuseppe

Meccanico, orafo, orologiaio



MANZINI, Giuseppe

 

Vicofaro (PT) 7.10.1853 da Giovanni e Giulia Martinelli - Cutigliano 29.9.1925

Collabora ai giornali La Favilla, Sempre Avanti!, La Lotta di classe, dirige nel 1883 L'Ilota di Pistoia che è favorevole all'alleanza fra socialisti costiani e internazionalisti. In contatto con Malatesta. Nel giugno 1883 viene arrestato per aver apposto la corona commemorativa di Garibaldi l'iscrizione: "I socialisti pistoiesi a Giuseppe Garibaldi" e condannato a 15 giorni di carcere. Denunciato nel 1884 - per aver espresso in un manifesto pubblico la propria solidarietà a Malatesta e a Merlino, condannati come malfattori dal Tribunale di Roma - si vede infliggere il 23 agosto 1884 10 mesi di carcere "per reato di manifestazione di voto e minaccia di distruzione dell'ordine monarchico costituzionale" e 4 mesi di reclusione per "offese al rispetto dovuto alla legge dello Stato, reati commessi a mezzo stampa" (vedi anche Marracini*). Il 30 giugno 1885 è condannato in contumacia ad altri 23 mesi di carcere sempre per "reati" di stampa.

In effetti si è rifugiato con Marracini sin dal 1884 a Lugano/TI, in contatto con altri compagni, quali Pacini, Innocenti Francesco e Antonio, ecc.
Rientra poi in Italia con l'amnistia del 10 giugno 1887.

Ritorna in visita in Svizzera, Bellinzona, cercando il compagno Pacini nel 1894: viene arrestato nel mese di agosto a Lugano, poi accompagnato alla stazione ferroviaria giustificando l'arresto e l'espulsione per insulti alla polizia, a cui aveva chiesto l'indirizzo del Pacini.

Nel dicembre 1894, in base alla legge Crispi, è assegnato per 5 anni al domicilio coatto e tradotto a Porto Ercole nel gennaio 1895, poi prosciolto condizionalmente in luglio e sottoposto a vigilianza speciale. Si sposa con Leonida Mazzoncini e diventa poi padre di Gianna, la futura autrice di "Ritratto in piedi", in cui ripercorrerà la vicenda del padre. Continua la sua attività anarchica, di propaganda, segnalato dalla polizia ancora nel 1913 come membro del Gruppo libertario di Pistoia e fino alla morte "sempre vigilato" a Cutigliano.


FONTI:

GB / DBAI / Emilio Giani in "L'Iinternazionale italiana fra libertari ed evoluzionisti, 2008 / Gianna Manzini in "Ritratto in piedi"/ Gazzetta Ticinese 11.8.1894 per l'arresto a Lugano/




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