segnalazioni / reviews

...encomiabile il lavoro di marco pandin, che ha curato questa raccolta di brani poggiando sull'analogia culturale che intercorre fra un atteggiamento del fare musica fuori dalle logiche mercantili e in maniera critica rispetto all'omologazione linguistico-compositiva e un atteggiamento politico libertario che si pone criticamente rispetto al sapere dominante... [musiche]

...un titre qui annonçait bien la couleur: une dénonciation de la club-méditerranéisation de la world music. "voix vulgaires" denonçaient une imagerie, genre carte postale, pour touristes en mal d'exotisme, vehiculée par les médias... [revue et corrigée]

...editada como uma iniciativa benemerita de suporte à a/rivista anarchica, "voix vulgaires" resulta uma compilação internacional de particular interesse, pois foi extremamente bem concebida e provoca no ouvinte uma deliciosa sensação de continuidade, como se de um sò artista se tratasse, muito embera os estilos incluìdos sejam bastante diverso... [giornale non identificato, portogallo]

...una raccolta intrigante, tesa a valorizzare sonorità di confine dove accenni extracolti incontrano brandelli di suggestioni quotidiane e linguaggi tradizionali, stemperando il tutto con un uso discreto delle macchine musicali... [hi, folks!]

...the compilation oozes with oblique poetry, rebellious politics and satirical humour, only two or three selections have anything like a melody. music made from noise isn't a new idea, but there's an element of honesty in these performances. the question is: is this new wave, no-jazz, performance art, contemporary folk or new music? you decide, and let me know... [offbeat]

...dopo il successo di "f/ear this!" marco pandin ha messo in cantiere un'altra benefit compilation in favore di a/rivista anarchica. il materiale raccolto è stato così copioso da richiedere una laboriosa selezione, ed è probabile che a questa prima raccolta di "voci volgari" (il titolo parodizza la voga dell'etno-ricerca radical chic!) si aggiungano altri volumi. l'album offre una tavolozza internazionale di artisti e generi musicali di non facile catalogazione. fatta eccezione per eugene chadbourne, ormai noto anche al di fuori dei circoli dell'improvised music più radicale, si tratta di nomi poco conosciuti, a cui è consigliabile accostarsi senza prevenzioni verso ibridi sonori che poco o nulla hanno a che spartire con il rock. fortunatamente, esistono sempre territori di confine poco esplorati, dove allignano espressioni sonore fuori degli schemi... [vittore baroni, recensione mai pubblicata da rockerilla]

 


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