segnalazioni / reviews

... mentre è finalmente uscito con due anni di ritardo "the difficult land" (l'omaggio di stefano giaccone a edwin muir), è ora disponibile anche il cd riassuntivo degli environs, prima creatura post-franti che della precedente esperienza ne sviluppava il lato più free. una selezione dei due lp ("3 luglio 1969" del 1989 e "cinque parti" del 1990), "todavia cantamos" dal 7" e un inedito dal vivo. atmosfere di musica popolare, jazz e rock-psych anni '70, finemente miscelate. testi belli e importanti, taglienti come lame... [notiziario del centro di documentazione di pistoia]

...c'erano una volta i franti. nei loro cinque anni di attività documentata su nastro e su vinile furono più ancora che una band un'idea, difesa e portata avanti con ardore e lucidità: che si potesse fare politica, che fosse possibile intervenire sul sociale usando la musica come uno strumento di lotta "contro un modo di comunicare professionistico, tenuto in mano dai ricchi e dai businessmen" come recitava un loro volantino. fra i pochissimi gruppi realmente "indipendenti" nella storia del nuovo rock tricolore e l'unico non di area punk (per quanto vi fosse del punk, e non poco, in quel che suonavano) hanno costantemente messo in pratica quel che predicavano, l'autogestione innanzitutto, con coerenza estrema e si sono ritirati dietro le quinte nel momento in cui hanno paventato che la situazione -erano diventati, nonostante si fossero sempre tenuti fuori dal mercato, una delle formazioni più note, chiacchierate e riverite della scena italiana— avrebbe potuto sfuggir loro di mano. hanno chiuso nella primavera del 1987 (se per sempre o per una lunga pausa di riflessione è un dilemma che essi stessi non sanno sciogliere) per tema di trasformarsi in un complesso fra i tanti, anche se a detta della critica, e non solo di quella più o meno impegnata, fra i migliori, lasciando come cospicua eredità un pugno di vinili eccelsi ormai irreperibili e di cui sarebbe invero opportuna la ristampa. esauritasi, forse, la loro vicenda rimane luminoso l'esempio del loro agire e la speranza che altri abbiano la volontà di seguirne le orme riuscendo però ad avere un rapporto più elastico con media e pubblico e a non permettere che l'ideologia da forza propulsiva finisca per trasformarsi in trappola, e sappiano costituirsi in movimento e circuito alternativo. ma i tempi non sembrano propizi. se comunque questo circuito dovesse nascere, parte essenziale ne sarebbero certo due preziosi aggiornamenti dell'epopea dei franti: un gruppo, gli environs, e un'etichetta, la inisheer, facenti capo entrambi a due ex della band torinese: lalli, l'inconfondibile voce femminile, e il sassofonista stefano giaccone. il manifesto programmatico della minuscola casa discografica, stilato circa un anno fa, si commenta da solo: "inisheer è una piccola etichetta indipendente che intende promuovere un'iniziativa musicale all'interno del movimento che si oppone alla cultura intesa come affarismo, carrierismo e consumismo, nella ricerca di radici, nel tentativo di crearne delle nuove attraverso un lavoro collettivo, tecnico-artistico-politico. vuole anche essere uno strumento di solidarietà materiale con altre iniziative di segno comune". e come è d'uso nel pianeta franti la pratica ha seguito la teoria e in breve la inisheer ha assemblato un catalogo di elevato spessore artistico comprendente oggi tre video tra musica e fiction ("l'arte è conflitto", "bordi taglienti" e l'inquietante "griglie") e quattro produzioni discografiche: un doppio 7" di cui sono titolari umami e raiz latina, un mini-lp dei gronge e un 45 giri e un album a nome environs. val la pena di ribadirne il valore, ché "3 luglio 1969" è un lavoro la cui lunga frequentazione dona, in luogo dell'annoiante sapore dell'usura, quello dolce della consuetudine amorosa che porta sensazioni nuove a ogni incontro. è amalgama di jazz canonico e improvvisazione, musica popolare e avanguardia, insieme ispido e lirico, spigoloso e fluido, ritroso e appassionato/appassionante. e, pur se un pochino frammentario, affascina al punto che viene quasi da pensare che la scomparsa dei franti sia in fondo stata un sacrificio accettabile per ottenere in cambio un simile presente e promesse di ancora più grandi splendori a venire. sintonizzatevi... [velvet]

...nachdem sich franti 1987 auflöste, gründeten lalli und giaccone die gruppe environs und das label inisheer. beide projekte setzten den von franti eingeschlagenen weg fort und knüpften inhaltlich, sowie nun insbesondere auch musikalisch an den 1979 verstorbenen sänger demetrio stratos und dessen gruppe area an, die in italien einen großen einfluß erlangte. die erste veröffentlichung von environs "3 luglio 1969" hatte den zwanzigsten jahrestag eines revolutionären aufstandes zum thema. nachdem sich im juli 1969 im turiner stadtteil mirafiori streikende arbeiterinnen und studentinnen am corso traiano stundenlange straßenkämpfe mit der polizei lieferten, gelang es ihnen zwei tage lang, den stadtteil zu kontrollieren und den traum gesellschaftlicher selbstbestimmung in dieser zeit zumindest ansatzweise zu realisieren. (...) musikalisch grenzte sich environs bewußt von den italienischen musiktraditionen ab und verknüpfte free-jazz-, blues- und folk-einflüsse. das stück "steams", das eine ganze schallplattenseite einnimmt, "folgt einer spur innerhalb der amerikanischen (?) musik, einer, die wir geliebt haben, die wir immerzu hörten und die wir auf eine gewisse weise auch zu spielen gelernt haben. einer spur in unserer musikkultur zu folgen, wäre für uns ziemlich unnatürlich gewesen, da wir keine lebendige beziehung zu ihr haben." die zweite lp bestand aus kompositionen für die aufführung einer modernen version der "antigone" von sophokles durch das turiner theater-ensemble rote fabrik. die musikerinnen untermalten dabei texte der griechischen dichter michalis katsaros und iannis ritsos in einer betont improvisierten und freien weise... [wolfgang sterneck musik-archive]


 

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